Il Museo del Pane di Cuti, situato nel cuore del comune di Rogliano (CS), rappresenta un importante presidio culturale dedicato alla conservazione della memoria materiale e immateriale legata al pane, alimento simbolico e universale. Nato all’interno dell’antica Azienda Cuti, il Museo è espressione di una missione condivisa: preservare oggetti, usanze, linguaggi, riti e abitudini che raccontano l’identità profonda di una comunità.
Nel corso degli anni, il Museo ha saputo attrarre l’interesse di studiosi, antropologi di prestigio e visitatori di ogni provenienza, grazie anche alla partecipazione a eventi culturali e storici di rilievo. Tra questi spicca la rassegna letteraria “Briciole di Libri”, ideata da Pina Oliveti, co-direttrice del Museo, e patrocinata dai Comuni di Rogliano, Figline Vegliaturo e da Cosenza Città che Legge. L’iniziativa ha dato visibilità a case editrici e autori calabresi e nazionali, contribuendo al lancio di nuovi talenti nel panorama letterario contemporaneo.
Il Museo è stato inoltre protagonista delle tradizionali Feste del Pane, organizzate annualmente dal Comune di Rogliano, durante le quali ha accolto centinaia di visitatori e curiosi, arricchendo la manifestazione con contenuti storici, etnografici e culturali di grande valore.




Di particolare rilievo è l’impegno del Museo sul fronte educativo e sociale. Numerose sono le collaborazioni con istituti scolastici di ogni ordine e grado, attraverso progetti di educazione alimentare che prevedono visite guidate e laboratori pratici, come “Mani in Pasta” o “Fornaio per un giorno”. Queste attività coinvolgono attivamente bambini e ragazzi, che vivono in prima persona l’esperienza dell’arte bianca, imparando con le mani, il cuore e la memoria.
Non mancano le iniziative rivolte a un pubblico più ampio e diversificato: il Museo promuove infatti attività inclusive dedicate a pazienti anziani provenienti da strutture di cura del territorio. Questi laboratori, basati su esperienze sensoriali legate al mondo del pane, diventano viaggi nella memoria capaci di stimolare emozioni, ricordi e racconti personali, offrendo momenti di profonda umanità e condivisione.
L’ingresso nella rete SudHeritage
Ad agosto del 2025, il Museo del Pane di Cuti è entrato ufficialmente a far parte della rete dei musei d’impresa di Calabria SudHeritage.
SudHeritage è la prima rete regionale dedicata alla valorizzazione del patrimonio industriale, culturale e produttivo calabrese: un progetto innovativo che connette aziende storiche, innovazione e cultura del lavoro, promuovendo una nuova visione di sviluppo sostenibile e identitario.
L’ingresso nella rete rappresenta un riconoscimento importante per il Museo del Pane e per l’Azienda Cuti, che da anni si impegnano nella diffusione di una cultura del cibo consapevole, radicata nella tradizione ma proiettata verso il futuro.

Il Percorso Museale
1. L’Aia e la Raccolta del Grano
Il percorso prende avvio dall’aia, spazio simbolico e operativo della cultura contadina. Qui si svolgevano la mietitura, la trebbiatura e la ventilazione del grano, attività collettive cariche di fatica ma anche di significato sociale e rituale. L’esposizione include attrezzi agricoli, falci, forconi, crivelli, carriole e immagini storiche che illustrano l’intero ciclo del grano, dalla semina al raccolto.
2. Il Granaio
Dopo la raccolta, il grano veniva conservato nei granai e successivamente macinato per ottenere la farina. In questa sala si trovano setacci, contenitori per il grano e fotografie che evocano i momenti salienti della vita di un tempo.
3. La Bottega del Panettiere
Il cuore del Museo è la ricostruzione della bottega del panettiere, fedele all’ambiente di un tempo. Il visitatore può osservare dalle fotografie la costruzione del forno a legna, le madie in legno per impastare, i cesti per la lievitazione, le pale da forno e gli utensili utilizzati per la preparazione del pane. Un luogo vivo, ricco di profumi e suggestioni, dove prende forma il prodotto finito: il pane, simbolo di lavoro, condivisione e memoria.
4. La Casa del Pane
Questo spazio domestico racconta il legame affettivo e rituale con il pane all’interno della casa. Espone stoviglie, tovaglie ricamate, bilance, fotografie e suppellettili che mostrano il epane come parte integrante della vita familiare, ma anche come elemento sacro da rispettare, benedire e mai sprecare.
5. La Bottega del Falegname
Il percorso si arricchisce con la Bottega del Falegname, parte del Museo della Civiltà Contadina. Qui sono esposti attrezzi da lavoro, pialle, seghe e banchi, utilizzati per realizzare madie, scaffali, pale da forno e arredi domestici, molti dei quali fondamentali anche nel ciclo del pane.
6. La Bottega del Calzolaio
Anche il calzolaio era una figura centrale nella vita del paese. La bottega ospita forme in legno, martelli, spaghi cerati, suole e scarpe fatte a mano. Un omaggio al lavoro silenzioso di chi permetteva a contadini e panettieri di percorrere chilometri, ben calzati, nei campi e nelle botteghe.
7. Pane e Rituali
Questa sezione esplora il valore simbolico e spirituale del pane nelle tradizioni religiose e popolari. Pani votivi, forme decorate, proverbi e canti raccontano il ruolo centrale del pane nei momenti salienti della vita: nascite, matrimoni, feste, lutti. Un pane che diventa linguaggio, offerta, preghiera.
8. La Cantina
Un luogo fondamentale della vita contadina è la cantina, dove veniva prodotto il vino, compagno inseparabile del pane sulle tavole della tradizione calabrese. La sala espone attrezzi per la vinificazione, botti, fiaschi, torchi e altri strumenti che raccontano la lunga storia della coltivazione della vite e della produzione artigianale del vino. Pane e vino, due elementi profondamente intrecciati nel tessuto sociale, culturale e gastronomico della regione.
9. Le Sale del Piano Superiore
Al piano superiore si trovano spazi dedicati alla memoria più recente e tecnologica.
- Una sala ospita una collezione di arnesi e utensili tecnologici d’epoca, tra cui giradischi, macchine da scrivere, televisori a tubo catodico, proiettori antichi e una collezione autentica di macchine da cucire, testimoni di un passato ormai lontano ma ancora vivido nella memoria collettiva.
- Accanto, la Sala Anni ’60 ricostruisce un salottino tipico degli anni ’50 e ’60, evocando i ricordi di un’epoca fatta di cambiamenti sociali e culturali, grazie ad arredamenti, oggetti e atmosfere suggestive.
10. L’Aula Didattica
L’aula didattica è uno spazio moderno e funzionale dove, tramite una grande vetrata, è possibile osservare la lavorazione del prodotto Pane di Cuti da parte dei mastri fornai dell’azienda. Qui si svolgono anche i laboratori educativi per bambini e ragazzi, come il noto progetto “Mani in Pasta”, che permette ai più piccoli di vivere un’esperienza pratica e coinvolgente nella tradizione panificatoria.
Costi e Informazioni per i Visitatori
Il Museo del Pane di Cuti offre diverse modalità di visita per permettere a tutti di immergersi nella cultura del pane e della civiltà contadina calabrese.
Tariffe d’ingresso
- Visita al Museo
- Adulti: €8,00
- Bambini sotto i 12 anni: €5,00
- La visita ha un numero massimo di 30 persone.
- Laboratorio “Mani in Pasta” (attività pratica e didattica)
- Adulti: €15,00
- Bambini sotto i 12 anni: €10,00
- I laboratori sono organizzati per gruppi fino a un massimo di 15 persone.
Prenotazioni
- Le prenotazioni sono obbligatorie e devono essere effettuate al numero 346 3628171.
Indirizzo
Zona Industriale Nord, Figline Vegliaturo (CS)